giovedì 11 giugno 2009

Napolitano, presidente del CSM se ci sei batti un colpo!

Approvata la questione di fiducia sul ddl intercettazioni
con 325 si 246 no 2 astenuti

Approvato il ddl alla Camera
con 318 si 224 no 1 astenuto
Io e i miei colleghi assistiamo sgomenti a quello che sta accadendo, perché ci siamo battuti in questi anni con tutte le nostre forze per arginare l’avanzare della criminalità mafiosa e della criminalità del potere, e renderci conto che si stanno facendo saltare gli ultimi anticorpi, che ci stanno disarmando, che si rischia di consegnare il Paese alla criminalità è qualcosa che ci lascia interdetti e ci fa interrogare sul senso del sacrificio di quelli che prima di noi hanno perduto la propria vita per difendere la tenuta democratica del Paese.Vi confesso che da qualche tempo ho difficoltà a partecipare, il 23 maggio e il 19 luglio, alle cerimonie per l’anniversario della strage di Capaci e di via D’Amelio, perché quando vedo tra le prime fila a rappresentare lo Stato taluni personaggi sotto processo o condannati per mafia o per corruzione, io non mi sento di poter stare in quella stessa chiesa, non mi sento di poter stare in quello stesso palazzo. E mi chiedo: ma come potranno i nostri ragazzi credere in uno Stato che si presenta con queste facce?Allora altro che toghe rosse. Io credo che se questa partita delle intercettazioni sarà perduta non avremo soltanto una pessima riforma processuale, ma avremo uno squilibrio dei poteri in Italia. È strano che una riforma processuale possa acquisire uno spessore di carattere costituzionale, ma ciò avviene perché siamo in una situazione di patologia della democrazia. In una situazione fisiologica esistono tutta una serie di anticorpi che consentono di controbilanciare gli abusi del potere: c’è un’opposizione parlamentare, c’è un giornalismo libero e indipendente, c’è una separazione dei poteri. Io credo che in un Paese come questo, in cui tutti gli anticorpi sono stati disinnescati e dove soltanto le macchine, le microspie svolgono una funzione di opposizione e di visibilità democratica, quando anche le macchine saranno messe a tacere, il Paese sarà messo a tacere.

Roberto Scarpinato, procuratore aggiunto presso la Procura antimafia di Palermo

(Il testo completo è su Micromega online di oggi)

Alfano esulta "Abbiamo avuto venti voti in più della maggioranza. Il voto segreto continua a premiare le nostre tesi che sono condivise anche da alcuni settori dell’opposizione". Così il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, commenta il via libera della Camera al ddl intercettazioni. "Stanno facendo il calcolo preciso - aggiunge - ma circa una ventina di voti ci sono venuti dalle opposizioni

Scrutinio segreto e franchi tiratori nell'opposizione - Nella votazione finale a scrutinio segreto sul ddl intercettazioni sono venuti a mancare diciassette voti. Sulla carta, se tutti i deputati avessero votato compatti secondo le indicazioni dei gruppi e contando l'astensione del deputato delle Minoranze Karl Zeller, il provvedimento sarebbe dovuto passare con 301 sì e 242 no, a fronte degli effettivi 318 sì e 224 no.

(ieri erano 20, oggi leggo 17 e 19 o 21 su altri siti: comunque vorrei sempre tanto conoscerne i nomi, un momento ma all'opposizione c'è anche l'UDC di Casini...)
Update:
Comunque sia il voto segreto sul ddl è stato richiesto dal capogruppo del PD Antonello Soro.
Da notare che tra i 68 parlamentari in missione e dunque non in Aula al momento della votazione finale (la gran parte dei quali appartenenti alla maggioranza) c'erano anche Leoluca Orlando e lo stesso Soro (un applauso!)

Cittadini di Roccasecca! Cosimo non ce l'ha fatta!

Cosimo non ce l’ha fatta!
Un Piccolo Aggiornamento su Frà Cosimo Mele da Carovigno – A Short Update on Cosimo Apples from Carovigno
Cittadini di Roccasecca!
Cosimo non ce l’ha fatta!
CAROVIGNO - Per un misero 0,05% non ce l’ha fatta a tornare sulla scena politica, questa volta da consigliere provinciale di Brindisi. Ma l’ex deputato Udc Cosimo Mele, coinvolto in inchieste e scandali, (vedi post precedente) nella sua Carovigno ha raccolto ben 1.290 voti, pari al 14,55%. L’ex deputato è stato il secondo più votato della coalizione nel suo paese, (il primo con 3.505 preferenze - 39,53%- è stato Angelo Lanzillotti del PDL).
Su 9791 votanti in un paese di 15000 anime è un bel risultato, complimenti ai carognivesi !
La difesa dei valori di famiglia (nel senso di “tengo famiglia”, anzi 2, dato che Cosimo come la maggior parte dei suoi colleghi, gli ipocriti feroci paladini della famiglia cattolica tradizionale- vedi alla voce Family Day - è al suo secondo matrimonio…) non ha trionfato stavolta, ma dai e dai, Insisti Cosimo che ce la fai!

Postato da un'afffranta Patri, sostenitrice del Cosimo Mele Fanc(ulo)lub su Facebook

p.s. E un grazie sentito a quell' anonimo/a ammiratore sito tra Foligno e Spoleto che non manca di farmi visita almeno 3 o 4 volte al giorno senza mai lasciare un commento, aumentando il numero delle visualizzazioni del mio blog! :)

martedì 9 giugno 2009

Rassegna Stampa: Dicono di noi.......

In Italy, Questions Are From Enemies, and That’s That ! In Italia le domande le fanno i nemici , Punto!
Questo è il titolo di un interessante articolo pubblicato dal The New York Times del 6 giugno (noto quotidiano facente parte del complotto giudo-demo-pluto-pippo-topolincomunista).
Interessante apprendere come un magistrato italiano (una toga azzurra?) stia seriamente indagando sull'ipotesi che il sindaco di New York Bloomberg, invidioso del potere mediatico di Berlusconi, possa aver esercitato delle pressioni sulla giornalista per farle scrivere degli articoli contro il nostro presidente del consiglio.
Concordo con la visione che la giornalista del New York Times ha dell'Italia:
L'Italia non è una meritocrazia ma una società feudale altamente evoluta in cui il singolo individuo è visto ed è figlio ad un sistema o ad un protettore.

domenica 7 giugno 2009

Aspiranti comici, satirici, cabarettisti, battutisti etc.: Fatevi da parte! E' tornato il numero Uno: Cosimo Mele


Questa è troppo forte! Ve lo ricordate Cosimo Mele quel parlamentare UDC che si trastullava con festini a base di coca prostitute e champagne (e non solo, in passato era finito nei casellari giudiziari anche per le tangenti che insieme al sindaco di Carovigno riciclava, giocandole al casinò leggi qui e qui ?) E in difesa del quale così si espresse all'epoca Lorenzo Cesa (vedi) segretario UDC «La solitudine è una cosa molto seria e la vita del parlamentare è una cosa dura per chi la fa seriamente. Al parlamentare bisognerebbe dare di più e consentire il ricongiungimento familiare». Ebbene è tornato! E ha rilasciato questa intervista esilarante a Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera:

Cosimo Mele: «Dopo la notte brava riparto dalla mia terra»Candidato a Brindisi con l’Alleanza di centro di Francesco Pionati : «Io, triste senza politica»Cosimo Mele BRINDISI
-Ma ne gira di droga, a Montecitorio? «Euh!» Vuol dire sì? «Euh!» Sì o no? «Pure in bagno. Una volta ne ho trovata anch’io. Una striscia lunga lunga che ho pulito con un asciugamano» (dopo averlo arrotolato a tubo l'ho usato per insufflarla, insinuazione di patri) . E sesso? «Euh!» Vuol dire sì? «Di più! Di più!» Colleghi? «Colleghi, colleghe... Appena eletto c’è sempre chi ti indirizza a quelli che sono lì da qualche legislatura e hanno l’agendina piena di numeri. C’è tutto un giro di signorine…» Lui no, assicura. Basta«Uno spavento vale cento. Ho sbagliato, ho pagato. Mai più». Giura? «Giuro». Con la politica, invece, il leggendario Cosimo Mele, che un paio di anni fa finì su tutte le prime pagine per una notte brava passata all’hotel Flora di via Veneto con due squillo, una delle quali si era poi sentita male, ha deciso di ripro­varci. Una candidatura piccola piccola: alle provinciali di Brindisi. Così, tanto per tor­nare: «Mi candido con l’Alleanza di centro di Francesco Pionati. Me l’ha chiesto lui. Gli sono grato. Sinceramente, avrei potuto candidarmi anche nel Pdl. Ho sempre avu­to un ottimo rapporto con Raffaele Fitto. Raffaele! Grande risorsa del paese!». Glie­l’hanno offerto? «No. Ma penso che non avrei avuto problemi. Sa, in quattro e quat­tr’otto ho messo su una lista che comun­que prenderà tra gli otto e i diecimila voti». Sicuro? Abbozza una smorfia e dalla log­getta del magnifico ristorante che si affac­cia sulla piazza di Carovigno, vicino a Ostu­ni, traccia col dito una linea nell’aria per ab­bracciare il paese e la piana, come un reuc­cio abbraccia il suo reame: «Conosco tutti i miei elettori. Quasi tutti, diciamo. E so. An­che se ho tutta l’amministrazione comuna­­le, pidiellina, contro. Li ho creati io, li ho cresciuti io, ma da quella notte famosa mi hanno voltato le spalle. Peggio per loro. Non sanno cosa li aspetta». Addirittura?«Carovigno si ribellerà. È sempre stata con me. Sempre. Alla gente non interessa cosa faccio nella mia vita privata. Vuole che io risolva i problemi. Le strade di campagna, l’acqua, il turismo...». Dice che proprio non poteva campare, senza politica: «Mia moglie (donna bellissi­ma, ancora più bella dentro che fuori e vor­rei che lo scrivesse) (che se non sto attento a come parlo, mia moglie ha promesso che mi rompe il c... n.d.p.) mi ha detto: 'Hai fatto bene, eri un uomo triste, senza'.». Ma l’obiettivo finale qual è: tornare a Roma? «Non so, non credo». Mai messo piede a Montecitorio, da allora? «Mai. Ho sbagliato ad andare a Roma. Ero consigliere regiona­le, stavo bene qui. Nella mia dimensione. I sapori della terra… Avevo già rifiutato un seggio al Senato nel 2001. Avrei dovuto ri­fiutare anche nel 2006. Sa, Roma è una città tentacolare...». Corruttrice? «Tentacolare.... Non c’è la semplicità delle nostre campa­gne. E poi, diciamolo, in Parlamento non si fa un cazzo». Questa poi! «Voglio dire che per uno che è abituato a lavorare come me, che ho sem­pre fatto l’imprenditore nei calcestruzzi, star lì è spesso così noioso...». Bruxelles sa­rebbe meglio?«Per carità, forse peggio». Certo, lassù ci vorrebbe una «indennità ten­tazioni » superiore a quella del «ricongiun­gimento familiare» proposto da Cesa… «Eh…», sospira, «L’amico Lorenzo voleva darmi una mano, quella volta, invece con quella sua battuta mi inguaiò ancora di più. Vede, non ci crederà, ma io avevo già deciso che da settembre mia moglie (che è una donna assolutamente straordinaria, lo scriva) (che se non sto attento a come parlo, mia moglie ha promesso che mi rompe il c... n.d.p.) sarebbe venuta a vivere a Roma. Proprio quel pomeriggio le avevo compra­to un anello. Ma sa, la lontananza…». Dopo quattro giorni… «Non voglio giustificarmi. Ho fatto un grandissimo errore. Però...». Però? «Insomma, con me hanno esagera­to. Un giorno apro il giornale: 'La Zenobi è incinta: sarà Mele?' Lì è stata proprio brut­ta. Anche mia moglie (che è una donna stu­penda, vorrei lo scrivesse) (che se non sto attento a come parlo, mia moglie ha promesso che mi rompe il c... n.d.p.) ha detto: mo’ stanno esagerando. La mossa successiva era chiara: la Zenobi avrebbe detto di aver abortito. Allora ho scritto: sono pronto a fa­re qualsiasi test del Dna. Figurarsi: io quel­la non l’ho manco toccata!». E questa che storia è? «Giuro: manco toc­cata! » Ma dai! «Non mi piaceva. Quella fac­cia... ». Colpo di scena! «Sul serio. Io ho fat­to sesso con l’altra. L’ucraina. La Maria Zdrenik. Proprio come ha raccontato anche lei in un’intervista a Visto. Quella è la veri­tà. Non è vero che non le chiesi di fare dei giochetti lesbo, ma il resto sì... Lei sì, non posso negare che mi piacesse. Ma la Zeno­bi... ». Magari nega anche della coca…«Cer­to che nego. Ho chiesto più volte al magi­strato di interrogarmi e farmi fare i test. Mai risposto. Allora sono andato a farmeli per conto mio. A Bologna e a Milano. Test speciali che dicono se una persona si è dro­gata anche una sola volta in vita sua». Risul­tati? «Zero. Io la coca manco l’ho vista, quel­la sera. Del resto il referto medico della Ze­nobi fa capire che anche lei non stava male: 'Paziente vigile e orientata…'». Non dirà che è stato un trappolone! «E invece quello è il dubbio mio: un trappolo­ne ». E perché mai? «Una settimana prima mi avevano detto che diventavo segretario regionale dell’Udc». Quindi il misterioso amico che quella sera diede buca all’ultimo momento era un deputato? «Sì».Nome e cognome? «No. Per ora no. Per ora». L’ha rivisto? «Sì». E allora? «Dice che all’ultimo momento si era sentito poco bene. Mah… Era stata sua, l’idea». Con Casini ha parla­to? «Di Casini non parlo». Eppure.... «Di Ca­sini non parlo. Mi hanno ucciso loro. Un partito dovrebbe difendere i suoi deputa­ti... ». Anche se la fanno così grossa? Un de­putato cattolico con le squillo… «Francesco Caruso disse che Marco Biagi era un assassi­no ma non fu linciato come me. Ricordo una battuta di Ignazio La Russa sui test anti­droga ridicoli dell’Udc: 'Sono test che pas­serebbe anche Mele', dando per scontato che io fossi drogato. Meno male che è un garantista». L’ha più rivista, Francesca Ze­nobi? Diceva che voleva mandarle «una mil­le », cioè una e-mail…«No, più vista. È ve­nuta due o tre volte a Telenorba mandando­mi a dire: 'ci dobbiamo vedere'. Figurarsi. Mi è bastato». Dice che anche il prete, a Carovigno, l’ha perdonato«Don Giovanni (e come si poteva chiamare un prete amico di Cosimo?n.d.p.) mi è stato mol­to vicino. Mi conosce, sa che la storia della droga era assurda. D’altra parte, se non c’è peccato non può esserci pentimento. Se non ci fosse il 'prima' di Maria Maddalena non ci sarebbe neanche il 'dopo'». Quanto al paese… «Nessun problema. Al massimo mi dicono: 'Onorevole, gliel’hanno fatta...' O mi fanno l’occhiolino. Capirà, dopo aver letto come mi hanno descritto la Zenobi e la Zdrenik… Da un certo punto di vista ci avrei pure guadagnato. Pensi che su Face­book è nato perfino un club 'ammiratori di Cosimo Mele'. Con 500 iscritti». (Non ci volevo credere - sebbene le mie capacità di aspettativa nei confronti degli infiniti livelli di bassezza raggiunti dall'immaginario collettivo dei miei connazionali siano ormai illimitate - e così sono andata su Facebook a verificare: Il Fan Club esiste!, gli iscritti sono 471 (ora 472 : Confesso mi sono iscritta anch'io :)) e non 500, ma soprattutto è una parodia, una burla, una presa in giro , e a stò punto davvero mi chiedo: Ma Cosimo c'è o ci fa?...) Nooooo! «Mi scrivono: sei un mito! Oppure: 'con tutti ’sti transessuali in giro, finalmente un uomo con i…». Lettere di focose ammiratri­ci ne arrivano? «Sì, ma… Non so se ha pre­so nota ma mia moglie, che è meravigliosa e vorrei tanto che lo scrivesse…».(che se non sto attento a come parlo, mia moglie ha promesso....n.d.p.)
Gian Antonio Stella
n.b. nonostante il fatto che ho inserito il link giusto della pagina wiki dedicata a Lorenzo Cesa e cioè: http://it.wikipedia.org/wiki/Lorenzo_Cesa#Procedimenti_giudiziari, esce sempre fuori solo il link dei cenni biografici generali. Ora lo posto direttamente qui, per completezza di informazione :)

venerdì 5 giugno 2009

Le Foto sequestrate di Villa Certosa...

Chi è l'uomo nudo? Chi indovina si aggiudica una splendida vacanza in Sardegna di 3 giorni, volo a.r. con AirPapi , soggiorno con pensione completa per 2 persone presso la rinomata pensione Su sassu scogliosu, vista mare.
Musichetta di sottofondo per la visione delle foto: ;)




ECCOLE!
(E con questo numero in omaggio l'allegato "Le stronzate di Berlusconi")

giovedì 4 giugno 2009

Piano propaganda 2: Stato Avanzamento Lavori

Alfano: Dopo le elezioni il via alla riforma delle intercettazioni. “Cercheremo di non tagliare le unghie ai magistrati inquirenti (anche se quei bastardi m’hanno graffiato tutto il divano nuovo...) ma stiamo valutando, insieme ai Servizi Veterinari, misure per il contenimento delle colonie di magistrati e giornalisti”

Nell'ambito della riforma sulle intercettazioni il prossimo 9 giugno, al voto dell'Aula di Montecitorio, ci saranno il carcere per i giornalisti e le pesanti sanzioni per gli editori . "L'obiettivo è quello di salvaguardare la privacy dei cittadini (le cui iniziali siano S.B., n.d.p.) senza tagliare le unghie ai magistrati inquirenti - ha detto Alfano- Di questo strumento si è fatto abuso e la spesa è andata fuori controllo, occorre fissare regole che siano davverro osservate - prosegue - Il codice dice che si possono disporre le intercettazioni se sono 'assolutamente indispensabili per la prosecuzione delle indagini'. Ma evidentemente c'è stato un abuso della norma che ha portato a una spesa fuori controllo. Spero che il ddl sia approvato in tempi rapidi". (da AdnKronos)

lunedì 1 giugno 2009

Silvio Elio e le Storie Fra Intese (parte II)

"Mentre scriviamo, alla Voce risulta invece che sono in corso indagini top secret alla Procura di Napoli proprio per accertare il possibile collegamento fra i Letizia di Secondigliano (Benedetto detto Elio, ma anche altri suoi stretti congiunti) e il clan Letizia affiliato ai Casalesi. Un legame che, se fosse accertato, nella �vicenda Papi�, spiegherebbe tutto. O quasi. Qualcuno, in Campania ed oltre, sa bene da tempo cosa significa pronunciare alcuni grossi nomi. E perche', se telefona uno con quel nome, se si spinge fino a chiedere a un leader politico di mostrarsi alla nazione intera, intervenendo ad una festa di paese, lui potrebbe essere costretto ad acconsentire. Ma in ossequio alla ragion di stato sarebbe obbligato a far credere - perfino alla moglie e ai figli - che si tratti d'una storia di corna e minorenni, piuttosto che rivelare al Paese e al mondo la verita'." da La Voce delle Voci
Ma allora i miei posts dell'11 e del 19 maggio non erano pura illazione? ;)
Vedremo se è vero che queste indagini sono in corso e se si tratta di fumus persecutionis da parte dei soliti brigatisti rossi in toga o se sotto al fumo c'è anche qualcosa che cuoce.
Tanto si sa come sono finite le altre indagini per concorso esterno in associazione mafiosa e quelle sulle bombe del 1992/93, nonostante sotto ci fosse molto più che fumo.